Teresa Faticoni
Una partita a scacchi: alla Glt ogni giorno si cerca di avanzare per evitare di soccombere. Ieri è stato sottoscritto l’accordo per la cassa integrazione. Un modo per scongiurare la procedura di mobilità. I dettagli dell’intesa prevedono che tutti i dipendenti accederanno a rotazione agli ammortizzatori sociali. L’azienda di via Cupido anticiperà i soldi in attesa che l’Inps emani il decreto. Nel frattempo, per il mese di gennaio, la società mette a disposizione un budget di 5.100 euro da dividere tra coloro che non torneranno per niente sul posto di lavoro. E dovrebbero essere in tutto 26 persone, gli altri sono infungibili. Con una clausola: qualora fossero registrati picchi di produzione l’integrazione alla retribuzione può arrivare a 300 euro, che sarebbe la cifra iniziale richiesta dalle parti sociali. Tutto sommato un accordo buono, limitato, però, al mese di gennaio 2010. Così hanno voluto i sindacalisti presenti, perché alla Glt quello che predomina è un sentimento di incertezza. Del resto il budget di integrazione è piuttosto scarso, perciò l’intento è stato quello di prendere oggi per non rimpiangere domani. «Una scommessa, ma a noi interessa che riparta la produzione e chi ci sia lavoro», la definisce Tonino Passaretti della Uila Uil. «La situazione è talmente delicata che sicuramente siamo soddisfatti del risultato che abbiamo raggiunto», continua Passaretti. «Abbiamo cercato di fare un accordo realistico tenendo presente la realtà dei fatti - sottolinea Eugenio Siracusa della Flai Cgil -. L’accordo in questo modo ci mette nella condizione di poter operare facendo un passo alla volta in una situazione molto complicata». Ora: da una parte a fine mese il responsabile del gruppo per il centro Italia metterà al corrente le parti sociali delle intenzioni dell’azienda in modo che i sindacati potranno gestire la rotazione e le richieste di integrazione al reddito in maniera più cosciente. Dall’altra circolano rumors di interessamento da parte di altri gruppi allo stabilimento di latina Scalo, una soluzione che potrebbe offrire una soluzione occupazionale a un gruppo di dipendenti. «Se l’azienda comincerà a lavorare e ad avere un minimo di produzione, sperimentiamo a gennaio un accordo che potrà essere steso al resto dell’anno – precisa Siracusa -. La situazione è molto complicata e non possiamo dimenticare che ci sono di mezzo i lavoratori che sono l’anello più debole della catena e vivono una situazione di estrema difficoltà». «Un dato positivo è che abbiamo scongiurato le 18 mobilità – aggiunge Armando Valiani, segretario della Ugl Chimici -. Abbiamo un anno di tempo per capire gli sviluppi industriali di Glt. Non lavoriamo con la spada sul collo».
venerdì 8 gennaio 2010
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