sabato 7 novembre 2009

Servire il Popolo e le eresie




Lidano Grassucci



La Corte europea dice che il crocifisso non va affisso nelle scuole pubbliche e tutti insorgono scoprendosi zelanti, ad Annozero fanno uno spettacolino su Fondi e la mafia e tutti si scoprono Prefetti Mori in nuce. Due cose distanti tra loro anni luce, a questo si aggiunge un episodio personale: ieri mattina incontro un vecchio amico con cui ho condiviso una passione politica, quella del socialismo. Tre cose distanti tra loro anni luce e piani. Eppure la cosa che mi tormenta è il filo, c’è un filo?
Non ho il dono della Fede, per via sempre di quella passione di cui mi sono ammalato da piccolo e da cui ancora non guarisco, che mi spinge a non avere mie certezze, ma a farmi domande.
Per questa mia malattia da ragazzo quelli che avevano Fedi importanti mi tacciavano di “tradimento”, mi indicavano come “social traditore”, e mi cantavano una canzoncina di Claudio Lolli che recitava così: “la socialdemocrazia è un mostro senza testa…”. Erano virgulti i “fedeli” venivano dalle parrocchie e pensavano che Cristo era Marx nato prima e che loro erano i sacerdoti di questa “fede nuovissima”. Gli infedeli? Al rogo, erano “mostri senza testa” erano aborti.
Santoro stava a Servire il Popolo, Panigutti dalle parti di Lotta Continua, Sandro Ruotolo da quelle de Il Manifesto. Loro sanfedisti del Verbo nuovo. Contro? “I mostri senza testa”. E la cosa non è mutata: cambiate i termini al posto della liberazione dell’umanità dai mostri senza testa del capitalismo ora hanno la liberazione della Mafia. Naturalmente tutti coloro che non stavano pronti alla rivoluzione erano “traditori” o padroni da eliminare, chi non condivide l’antimafismo militante è… mafioso. E il tribunale del popolo? E’ quello che gli hanno insegnato in parrocchia: “sei peccatore, puoi solo confessare”.
Gli eretici? Da mettere al rogo, ignoranti, impuri, venduti.
I roghi sono sempre accesi, cambia il combustibile.
Naturalmente si omette che i sacerdoti peccano: Santoro ha lavorato per Berlusconi, Panigutti lavora per il fascista Ciarrapico. Ma anche Lenin prese i soldi dai capitalisti tedeschi, vai guardare il pelo. Il marcio è nelle eresie, in quelli che pensano da soli che non abboccano al politicamente corretto.
Fazzone non è di famiglia buona come la Scalfati, non è di Roma, non è amico dell’amico mio. E il popolo puzza, il popolo è ignorante. Il popolo va guidato dai sacerdoti (Santoro e Panigutti).
E i crocifissi? Semplice sono i massoni insieme agli ebrei che congiurano, sono i socialdemocratici senza testa, che vogliono distruggere le virtù. E tutti di corsa a testimoniare di stare dalla parte giusta. Vagli a spiegare che una sentenza della Corte europea non vale nulla. L’importante è esserci.
E quindi su 5, dico, 5 giornali provinciali 4 dicono la stessa cosa, non si fanno domande altre seguono la corrente (poi protestano per la libertà di stampa, per avere la libertà bisogna farsi le domande non  pubblicare le risposte).
Ma è difficile dissentire, devi usare il cervello, e perché? Poi osare di criticare Santoro sulla mafia, è come se Galileo insistesse a dire davanti al Sant’Uffizio che la terra è tonda e gira intorno al sole. Che ti vuoi rovinare.
“Eppur si muove” sussurrava Galileo, ma i Ruotolo, i Panigutti, i Santoro, le Scalfati avevano dalla loro la Fede, il Verbo, la verità rivelata. Avevano le risposte, Galileo si faceva le domande.
E il popolo? Tifava per i preti, aveva paura dei dubbi di Galileo, meglio le certezze di Bellarmio, meglio le certezze di Servire il Popolo e del Grande Timoniere.
Cose già viste. Sì siamo sempre noi i mostri senza testa, i catari, i dolciniani, i massoni, i cafoni, gli anarchici, i liberali. Magari il popolo si sveglia e vi manda a lavorare, sarebbe ora.
  

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