lunedì 17 agosto 2009

SABAUDIA - Don Camillo e Peppone si mettono a litigare

Antonio Picano
Son passati più di cinquant’anni da quando Fernandel e Gino Cervi ne vestirono i panni cinematografici. Ma nonostante l’oltre mezzo secolo di attività, Don Camillo e Peppone ancora resistono all’usura del tempo, ancora non riescono a mettersi d’accordo, trasferendo i loro litigi dal nord al sud dell’Italia. Questa estate si sono fermati anche nel cuore della penisola, nel medio Agro Pontino, a Sabaudia per la precisione. Motivo del contendere la festa patronale, o meglio la manifestazione pubblica d’intrattenimento, offerta in concomitanza proprio a ferragosto, il giorno cruciale dei festeggiamenti dedicati alla Santissima Annunziata. Anzi il 15 agosto in piazza del Comune è andato in onda l’evento ricreativo più importante, non a pagamento, dell’intera estate sabaudiana. Tra l’altro nemmeno annunciato dai depliant diffusi per propagandare gli appuntamenti estivi. Parliamo dello spettacolo musicale “Stessa spiaggia stesso mare” organizzata in Piazza del Comune da Ote By Promedia e Litorale Spa in collaborazione con il Parco Nazionale del Circeo e i comuni di San Felice Circeo e Sabaudia. Difficile per il semplice, ruspante programma, scivolato tra ballo liscio, fast food e mostra d’oggettistica varia, messo in piedi da padre Gelindo Miolo e dalla comunità parrocchiale, competere con personaggi quali Dino, I Giganti o nientepopodimenochè The Platters, nomi d’annata ma dal fascino ancora intatto, specie per chi, ormai negli anta abbondanti, da ragazzo è cresciuto sulle ali del rif delle loro canzoni. Uno show di indubbia valenza artistica e promozionale del territorio che ha riversato nella piazza principale qualche migliaio di persone, riducendo al lumicino la presenza sul sagrato della chiesa madre. “Perché con tante date a disposizione inserire la serata proprio nel momento più atteso dalla comunità religiosa di Sabaudia, quello dell’incontro vissuto in un clima di gioia tra tutti i fedeli, uniti nel ringraziamento alla Vergine Maria?” - si sono chiesti con amarezza i parrocchiani, parlando quanto meno di scarsa sensibilità da parte delle autorità civili nell’allestimento del palinsesto da regalare a residenti e turisti. “La festa patronale della Santissima Annunziata è sacra – hanno poi ironizzato – ma evidentemente inviolabile è la programmazione all’Arena del Mare!”.

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