Lidano Grassucci
Un paese comico, a Ponza i turisti intervistati in Tv dicono: “speriamo di essere almeno liberi di partire con il traghetto”. Perché pare che lì sia vietato tutto, con una magistratura che ha scoperto solo adesso che le cose non vanno, che ci sono le regole. Il paese è comico con barche a cui è vietato il mare e boe che dovrebbero avere la licenza edilizia come il grattacielo Pirelli. Guardo da Latina, non amo molto le isole, per via dell’acqua che le circonda, non ho interesse alcuno a Ponza, sono di palude e la salsedine mi infastidisce, come non sopporto le terre finite. Ma credo che contro Ponza oggi ci sia un accanimento regolistico da parte della magistratura. Un accanimento che è irrazionale tanto quanto il lassair faire di tutti gli anni precedenti. L’isola è vuota, l’isola sta morendo. Mi diranno: ma stiamo applicando le regole. Sarà vero, ma se l’effetto di questa eccessiva “generosità” regolistica è la morte di Ponza, per cui bene si vorrebbe fare, sono sbagliate le regole. Bisogna intervenire, vedere i pontili a mare vuoti, è inquietate, è triste. Non conosco la regola in base alla quale a Latina hanno deciso il sequesto, ne conosco le conseguenze e sono inquietanti. Non è possibile che c’è una magistratura che per salvare il corpo elimina il cuore perché fa rumore nel battere e non è autorizzato.
Manca il buonsenso, mi dite il senso della licenza ad occupazione di acque pubbliche delle barchette. Secondo i magistrati le hanno costruite, acquistate per tenerle in salotto. Sono lì da 40 anni e nessuno si è mai accorto dell’anomalia? Il traghetto che porta la gente a Ponza ha l’autorizzazione per transito in acque pubbliche? Lo yacht dei ricconi milanesi ha il permesso di stare davanti al Circeo?
Comunque non discuto, mettiamo che i magistrati hanno ragione ma cosa ci fanno di questa ragione se dopo il ritorno alle regole Ponza non c’è piu’?
Cosa ci fa il malato salvato dal rumore del battito cardiaco ma privato del cuore?
Stanno uccidendo Ponza, ma dopo morta sarà piu’ sana. Solo che puzzerà di cadavere.
Continuo ad essere della mia, il magistrato, come il medico, come il giornalista debbono nel loro agire porsi prima dell’agire il problema del buonsenso, quello che definiscono i vecchi manuali di diritto “del buon padre di famiglia”.
Io a Ponza non ci metto piede, ma sto con la gente di Ponza che, per eccesso di giustizia, sta subendo una grande ingiustizia.
venerdì 7 agosto 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento