lunedì 17 agosto 2009

LA FORMICA ATOMICA - Una strada per cambiare

Sergio Corsetti
Una provincia senza infrastrutture. Questo sembra il destino del comprensorio pontino. L'ultimo indizio, l'ultima prova potremmo dire, arriva direttamente dalla Regione. Il presidente Piero Marrazzo, ha confermato gli investimenti per dotare di collegamenti ferroviarie stradali l'aeroporto di Viterbo e ha confermato come scalo regionale quello di Frosinone. Quindi il piano riguardante il trasporto aereo non prevede minimamente la presenza di Latina. Decisione strana senza ombra di dubbio, al di là di ogni discorso di opportunità di sviluppo del trasporto aereo che mostra seri problemi in diverse altre realtà nazionali. Gli elementi a favore di Latina sono stati descritti tutti: la presenza del Comani, della ferrovia Roma – Napoli, la possibilità di raccordarsi abbastanza facilmente con la rete viaria nazionale con conseguenti ripercussioni positive sull'economia locale. Eppure la politica ha scelto diversamente. Si era parlato di un interessamento particolare del ministro Giuseppe Fioroni per la propria città (Viterbo), interesse che sembra confermato dal centrosinistra che guida la Regione Lazio. Certo è che se il rilancio economico passa dalle infrastrutture allora la provincia sta fresca. Come dimenticare la telenovela Corridoio? I collegamenti tra Latina e Roma sono rimasti indietro anni luce. Per non dire la tragedia per il trasporto tra il sud della provincia e Capitale. La pontina resta una delle strade più pericolose d'Italia e i tempi di percorrenza sono altissimi tanto che in alcuni casi le società di autotrasporto chiedono un supplemento. Per non parlare dei collegamenti stradali con l'interno della provincia. La 156 (Latina-Frosinone), della quale è stato aperto qualche lotto da poco e un altro è in fase di completamento, rappresenta una tela di Penelope che va avanti da decenni. Una volta che sarà completata, semmai lo sarà, sarà più vecchia di una Migliara. Se non sono arrivate opere per il comprensorio un motivo ci dovrà pur essere. Allora non resta che riappropriarsi delle scelte che riguardano il territorio e questo lo si può fare solo grazie a una nuova e migliore rappresentanza politica.

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