Sergio Corsetti
Ovvio. Lapalissiano. Scontato. La serata televisiva ha puntato i riflettori sul caso Veronica-Silvio. Si è discusso per tutto il giorno sulle cause e sugli effetti del divorzio Lario-Berlusconi. A Ballarò si sono azzuffati, scontrati e insultati i protagonisti delle diverse parti politiche. I partigiani erano il segretario del Pd, Dario Franceschini, che l'ha messa sul piano del "chi è causa del suo mal pianga se stesso" e Sandro Bondi, Pdl, ministro dei beni culturali, difensore a spada tratta del presidente del consiglio. Il ragionamento del segretario del pd è semplice: se il premier ha posto al centro della sua avventura politica anche sulla famiglia, allora ora che questa si sgretola paghi pegno. Bondi all'opposto ha accusato la sinistra di disfattismo e di giocare su vicende private di Berlusconi. Alla fine tutto è finito sugli inevitabili sondaggi. Sondaggi che non danno per nulla incrinato il gradimento e la notorietà del premier e l'intenzione dei cittadini italiani di premiarlo con il voto anche nella prossima tornata elettorale. Poi, a dimostrazione che Silvio c'è veramente, a tarda serata Berlusconi si è piazzato da vespa. E qui, da consumato protagonista televisivo, è riuscito nel miracolo di rigirare la vicenza a suo vantaggio. Ebbene sì, è Veronica che ha esagerato, che si è fatta abbindolare dalla sinistra o meglio dal direttore di un grandisssimo giornale italiano, La Repubblica. E' lei che deve chiedere scusa. Quando si entra nelle vicende personali conviene farlo professionalmente. Meglio l'occhio "guardonesco" del Grande Fratello. Aridatece la tettona Cristina, aridatece balletti e risposte geografiche. C'est mieux.
mercoledì 6 maggio 2009
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