lunedì 6 aprile 2009

Tutti al mare tranne i campeggiatori

Alessia Tomasini

Tra illusioni ed aspettative mancate anche l’estate 2009 si apre sotto il segno delle assenze. A fare rumore è quella dei campeggi. Le strutture che portavano un indotto su tutto il territorio provinciale, in termini economici e di presenze, sono ancora sotto la spada dei sequestri. Maggio è alle porte. La stagione turistica è iniziata agevolata da un aprile magnanimo e consenziente. Ma? Fatta eccezione per la questione giudiziaria, non irrilevante e centrale, per i campeggi non si intravede alcuna soluzione concreta. Il sindaco Zaccheo, l’assessore all’urbanistica Massimo Rosolini, avevano cercato di mettere a punto una razionalizzazione delle strutture. Esiste anche una delibera con la quale la giunta aveva approvato la prima fase di studio del piano campeggi. L’atto era passato indenne da ogni critica sotto la spinta dell’esigenza. A questo si era aggiunta la volontà di procedere con autorizzazioni temporanee che avrebbero consentito ai camping di aprire per la stagione balneare. Erano stati imposti alcuni vincoli come il rispetto dell’ordinanza emessa dal Comune con la quale si obbligavano gli imprenditori ad eliminare gli abusi e il dissequestro. La storia è nota. Cinque campeggi a metà della stagione, due anni fa, si sono visti apporre i sigilli su mandato della procura di Latina. Sono iniziate le indagini e le proteste non solo degli operatori del settore ma soprattutto dei turisti che hanno dovuto abbandonare ogni speranza di trascorrere sul litorale pontino le proprie ferie. Ventiquattro mesi sono passati, di soluzioni non se ne intravedono neanche all’orizzonte. Il piano ha fatto capolino per un istante e dopo decenni di assenza di una pianificazione specifica. Il rischio è che il progetto del sindaco e dell’amministrazione non entri mai in cantiere. Era prevista la realizzazione di strutture ricettive moderne ed adeguate alle nuove esigenze turistiche ed integrate con il contesto ambientale e paesaggistico. Si voleva creare una prospettiva certa per gli operatori già presenti sul territorio con lo sviluppo di iniziative economiche nel settore. La marina di Latina è una risorsa, ma necessita degli interventi giusti e di una programmazione. La sua valorizzazione passa per i piccoli interventi. Chiodo fisso di politici e amministratori, sia a destra che a sinistra, è il turismo. Ognuno sembra avere una idea eccezionale. Molte di queste, però, risultano irrealizzabili o complicate. Cominciare dalle infrastrutture, invece, e dall’indotto che queste portano, può essere un buon punto di partenza. Per il mare e per le persone che lo vivono, sia come operatori che come turisti. L’amministrazione comunale ha mantenuto fede agli impegni assunti, la parola resta alla procura. Quello che è aperto è il fronte della stagione che sta partendo. I giorni passano veloci e la burocrazia non è una Ferrari. Il timore per i gestori dei camping oggi non è più la retrocessione nell’entroterra ma la cancellazione di ogni aspirazione turistica made in Latina.

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