Alessia Tomasini
Il Popolo della libertà è nato. L’intuizione che ha visto i vertici regionali optare per la nomina a reggente provinciale di Claudio Fazzone si è trasformata in realtà. Nessuno è stato in grado, sia per forza che per volontà - capacità, di mettere in dubbio un passaggio naturale quanto obbligato per tutto il centrodestra. Ma? La battaglia si è scatenata in casa degli ex di Alleanza nazionale. Negli ultimi giorni nel partito, rispetto alla nomina del vice commissario, si erano sollevati i venti di una rivoluzione che tentava di sostituire il nome dell’ex presidente Fabio Bianchi con quello di Giuseppe Mochi. Un golpe che sembra essere fallito sul nascere per l’intervento de imperio dell’unico vero leader storico della destra pontina: il sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo. Il gruppo resta in fermento ma il passo è ormai compiuto.Resta ora da capire se la strada intrapresa in anni di convivenza sotto il tetto comune della Casa della libertà sia da perseguire anche nella nuova formazione. L’obiettivo da centrare era e resta quello delle provinciali. Con il Popolo della libertà torna al centro dell’universo politico il partito moderato di massa che trova i suoi assi portanti in Forza Italia ed An con il supporto di una mini foresta di partiti che ha deciso di supportarli. Manca ancora, nonostante un anno di prove compiute a livello nazionale, il collante a livello provinciale. L’alleanza tra Zaccheo e Fazzone, in questo senso, potrebbe rivelarsi determinante. E’ al sindaco di Latina che le truppe obbediscono. Solo lui potrebbe essere il miglior traghettatore possibile di quei valori, tesserati, militanti, sezioni, correnti e colonnelli che hanno contraddistinto An nella sua evoluzione politica sul territorio pontino. Certo, gli uomini di Fini nel Pdl a qualcosa dovranno anche rinunciare ma su questo sacrificio il miglior agente di convincimento sarà il successo elettorale. Se alle provinciali la presidenza di Armando Cusani otterrà un consenso bulgaro ogni boicottaggio sarà archiviato anche perchè governare in maggioranza di solito piace, e molto, a tutti.
giovedì 9 aprile 2009
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