Irene Chinappi
Colpo di scena nel caso “Holiday Village”. Ieri il gip Giuseppe Cario ha disposto l’imputazione coatta del reato di abusivismo edilizio nei riguardi della struttura che da più di un anno è al centro di una battaglia che sembra giocarsi sul piano giudiziario quanto su quello politico. Con tale provvedimento il gip ha ufficialmente respinto la richiesta di archiviazione del caso Holiday, proposta dal procuratore di Latina, Giuseppe Mancini per l’insussistenza del reato. Ma andiamo per ordine. L’8 marzo dello scorso anno, a pochi giorni della riapertura stagionale, il Nipaf, su disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, sequestra la struttura turistica del litorale fondano. Mentre i dipendenti scatenano la protesta il Riesame respinge due volte la richiesta di dissequestro. Circa una mese dopo scoppia il caso Fazzone-Cario. Il senatore fondano, dopo aver riportato al giudice le problematiche delle decine di dipendenti del campeggio rimasti senza occupazione, viene accusato di pressioni. Ma l’intervento del Consiglio superiore della magistratura placa le polemiche sostenendole infondate. Pochi giorni dopo il procuratore Mancini sottrae il caso al sostituto procuratore Miliano e dispone il dissequestro del villaggio poiché, con l’approvazione del nuovo piano territoriale paesistico della Regione Lazio, la struttura non risulta abusiva. Mancini allora, chiede l’archiviazione della vicenda giudiziaria tra le polemiche sorte per la sua presa di posizione. La risposta di Cario tarda ad arrivare. A febbraio, però, il gip lascia intendere che non è intenzionato ad accogliere l’archiviazione e rinvia tutto all’udienza fissata per il 26 marzo. In quell’occasione Cario continua a non pronunciarsi. Ieri, infine, dispone l’imputazione coatta, senza nemmeno concedere alla Procura di rivedere il caso. Tutti i responsabili della struttura sono stati rinviati a giudizio. In attesa del processo tuttavia il campeggio continuerà a funzionare, fino alla decisione definitiva che sarà presa nelle sedi giudiziare competenti. Il caso Holiday, dunque, torna a fare scalpore in un momento caldo per la battaglia elettorale ed evidenziando ancor di più i contrasti tra la Procura di Latina e il magistrato responsabile del caso.
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