Alessia Tomasini
Nervosismo consistente nella camera di decompressione in cui il centrodestra è chiuso in vista della nascita ufficiale del Popolo della libertà ce ne è e molta. La tensione tra Alleanza nazionale e Forza Italia si misura su piani diversi e privilegia quale campo di battaglia la stampa. Il tutto per pervenire a gentili concessioni reciproche come la creazione di un tavolo permanente a cui dovrebbero sedere tutti i rappresentanti dei partiti che hanno scelto di avanzare nella creazione di un grande partito unico. Tradotto: sino al congresso nazionale del Pdl che si svolgerà a metà marzo. Ad oggi non risultano convocazioni del tavolo a dimostrazione del fatto che ogni scelta sarà portata a termine sotto l’egida di una sola bandiera. Ma? Mentre lo scontro indiretto procede per l’accreditamento della leadership locale, il presidente della Provincia Cusani avanza nella preparazione della campagna elettorale. La maturità politica emerge quando la classe dirigente dimostra la capacità di arrivare a sintesi sulle questioni che è chiamata ad affrontare. I quadri dirigenti di questa provincia sono in grado di camminare da soli e lo hanno, in alcune occasioni, dimostrato. Sembra infatti che almeno su un punto tra An e Forza Italia sia stata trovata la sintesi. Il riferimento corre al secco no ai doppi incarichi che dovrebbe portare con l’elezione del nuovo consiglio ad un rinnovamento quasi totale dei volti dei consiglieri e alla conseguente formazione di una nuova generazione politica. A creare ulteriori dissidi, questa volta interni ai singoli partiti, sono gli aut aut posti all’ipotesi doppia candidatura che lascerebbe a casa molti dei quadri dirigenti di Alleanza nazionale e di Forza Italia. A comporre il quadro del consiglio provinciale, sono infatti nella maggior parte dei casi sindaci come lo stesso Michele Forte, Gesualdo Mirabella, Mauro Carturan, Stefano Nardi e Maurizio Lucci sindaco facente funzioni a Sabaudia. Gli assessori Enrico Tiero, Bruno Creo, Marco Gatto e lo stesso Fabio Bianchi assessore provinciale e presidente della federazione di An. La logica che si seguirà nell’allestimento della battaglia elettorale targata 2009 è quella della creazione di una forza di governo capace e determinata a portare a termine il programma del presidente. Il leader di Forza Italia non ha dubbi. Claudio Fazzone con la nascita del Popolo della libertòà vuole ridurre al minimo quel sistema che genera, ed ha generato, litigiosità nel centrodestra formato Casa della libertà, che la incoraggia e la rende quasi indispensabile nella corsa personale alla visibilità. Un atteggiamento che troppo spesso si è tradotto nella frammentazione dei partiti, nell’instabilità delle amministrazioni e nell’impotenza di chi le deve comandare. Un concetto che a qualcuno ancora sembra sfuggire e che presto potrebbe portare ad un nuovo strappo a droite del Popolo della libertà. Cusani in questi anni ha dimostrato che qualsiasi intemperia politica ed amministrativa può essere governata ma solo se la coalizione è organizzata intorno ad una leadership seria, vera, che si può costruire solo con un salto generazionale. L’obiettivo per tutti è rafforzare il sistema e la struttura partito ed ottenere un bottino duraturo e a lungo termine nel cuore del Pdl. Per farlo non si può prescindere dal confronto con gli uomini di Forza Italia che sinora hanno ricoperto il ruolo comprimario di attori protagonisti del centro liberale della Casa della Libertà e dell’altra l’Udc che di fronte ad un cambiamento radicale di Alleanza nazionale sarebbe quasi destinata a scomparire schiacciata tra due grandi fratelli. Ma? A cambiare la scena saranno solo i piccoli passi.
mercoledì 11 febbraio 2009
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