Antonio Picano
Uno spettacolo sconcertante, raccapricciante. Percorrendo i venti chilometri di Lungomare che da Torre Paola portano alla Bufalara si ha l’esatta dimensione dei danni prodotti dal maltempo e dall’incessante mareggiata che ormai da settimane e, come avvertono i fonogrammi della Prefettura di Latina e della sala operativa della protezione civile della Regione Lazio, ancora per diverse ore continueranno a persistere sul litorale di Sabaudia, prolungando lo stato di allerta dei volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri che da diversi giorni ed altrettante notti fanno la spola tra mare e laghi costieri con il compito di monitoraggio e controllo della situazione. Un’immagine, quella di cui prendiamo dettagliatamente nota nella mattinata di ieri accompagnati dal presidente del nucleo Anc “Sabaudia 147”, Enzo Cestra, che fa decisamente a pugni con la visione dei paesaggi idilliaci impressi su cartolina, con il Promontorio a far da sfondo. L’azione erosiva dei flutti ha cancellato la spiaggia in più punti, lasciando in altri solo lingue di sabbia. Sostenuta dalla pioggia abbondante, ha aperto larghi tunnel e rigato la duna sfregiandola e indebolendo le fondamenta della strada, che in più tratti rischia di venire giù. Così come a minaccia crollo è lo stabilimento balneare che insiste proprio alla foce del canale Caterattino, il tratto più colpito dagli eventi, dopo che nello scorso ponte dell’Immacolata ad essere spazzato via dalla furia degli elementi è stato il lido Deliada. Come d’incanto sono comparse montagnole di sabbia alte alcuni metri. E quei moncherini di spiaggia che restano sono diventate discariche a cielo aperto, alimentate a ciclo ininterrotto dalle tonnellate di detriti depositate dal mare. Molte delle passerelle di discesa sono ormai un lontano ricordo, mentre nel tratto viario in direzione Rio Martino, interdetto da vent’anni, l’avanzata del moto ondoso potrebbe sottoporre a rischio allagamento gli allevamenti bufalini che insistono in zona. Andando verso il Circeo, parte della piattaforma d’appoggio del distaccamento logistico della Forestale è stata inghiottita dalle onde e di quella rimasta in piedi rimangono solo sconnessi pezzi di legno. A qualche passo di distanza la forza del mare e dei temporali ha buttato già il reticolato di villa Greco e le acque continuano ad avvicinarsi pericolosamente alle strutture dell’edificio. Nei giorni scorsi il Comune ha provveduto alla posa di massi per arginare gli effetti della mareggiata nella parte sottostante l’area di sosta franante, adiacente “La Giunca”. Un intervento-tampone, come del resto tutti quelli che si sono succeduti negli ultimi anni. Proprio per questo il sindaco Maurizio Lucci, martedì scorso, ha incontrato i responsabili del Settore Ambiente della Regione per reclamare a viva voce i fondi necessari per procedere alla realizzazione di progetti antierosione seri e duraturi. Sentendosi rispondere che presto saranno inviati a Sabaudia tecnici de La Pisana per un sopralluogo. Persino l’Ente Parco ha ravvisato l’opportunità di un intervento di ripascimento strutturale laddove, evidentemente, a Roma non sono state ben recepite le urgenze, prossima ormai l’apertura della stagione turistica. Intanto cresce la preoccupazione in città tra le attività produttive sia del litorale che del centro urbano, per una calamità che potrebbe arrecare danni incalcolabili all’economia cittadina che vive sul valore aggiunto del suo mare e della sua spiaggia.
mercoledì 11 febbraio 2009
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Dove sono finiti tutti i soldi dell'ICI e dei carissimi posteggi sul lungomare ?
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