Lidano Grassucci
La Sinistra? Si è impantanata. Quando il Pci è finito, per via del crollo sovietico, gli ex comunisti si sono sentiti “assoluti”. Si sono sentiti fuori da qualunque vincolo, da qualunque confine. Non si faceva più come la Russia? Allora si faceva ciascuno la sua strada, la sua carriera.
Una tristezza proporzionata a quanto prima era la speranza. Uomini soli senza speranza. Questa è la sinistra che abbiamo in campo. Hanno paura, paura del nuovo, paura di perdere quel che hanno, non osano. Una sinistra che non osa è come un uccello senza le ali, era un’aquila ora è un tacchino che ha solo l’intenzione del volo.
La sinistra è contro. Contro le centrali elettriche, contro Acqualatina, contro Latina ambiente, contro le strade, contro la pentola a pressione. La sinistra che ho conosciuto io era progressista, innamorata delle cose nuove. Per la corrente (energia elettrica) a tutti, chi ricorda la nazionalizzazione e la nascita dell’Enel, l’elettrificazione delle campagne? Ora Tombolillo trema per una centralina che brucia le foglie, De Marchis impazzisce contro il termovalorizzatore.
La sinistra conservatrice è un mostro, è un aborto, è una malattia. Una sinistra che non ha rapporto con il lavoro, che non sta con gli ultimi che sinistra è.
Scherzando Titta Giorgi, Sandro Bartolomeo e Memmo Guidi ieri mattina sostenevano: “Se continuiamo così Cusani prende l’85%”. E tra una risata e l’altra intristivano “e non sarebbe neanche male”. In riferimento alla possibilità di nuove alchimie politiche da parte dei dirigenti del Pd. Una democrazia dove una parte vince sempre e l’altra mai, è malata. Una democrazia dove una parte è tutta e l’altra “residui” è in coma.
Il centrodestra fa il suo lavoro, è la sinistra che ha abdicato al suo.
venerdì 13 febbraio 2009
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