mercoledì 11 febbraio 2009

Il crimine di rifiutare il lavoro

Lidano Grassucci



Non capisco, tutti parlano di crisi. Tutti piangono sui posti di lavoro perduti, o che si stanno perdendo, è nessuno alza la voce per favorire chi il lavoro lo vuole creare? Siamo alla schizofrenia collettiva. Siamo da ricovero immediato presso la più vicina clinica di assistenza per malati di mente. Alla Pontina Rinnovabili ci propongono di:
a) non mandare in discarica i residui delle lavorazioni agricole (potature);
b) di produrre energia elettrica rinnovabile
c) di utilizzare un’area industriale oggi deserta
d) di investire per questa operazione 70 milioni di euro
e) di dare lavoro a centinaia di addetti durante la costruzione e 270 posti a regime
Noi che rispondiamo? No, grazie perché siamo allergici al canto delle rane.
Il segretario generale della Cgil, Salvatore D’Incertopadre, ha gridato allo scandalo davanti a questa assurdità.
Invece? Alla Provincia prendono tempo, a Pontina il sindaco Eligio Tombolillo dice che il fumo fa male.
Sono erede di quei contadini lepini che inventarono gli scioperi alla rovescia (protestavano inventandosi il lavoro), sono figlio di quella gente che fino all’arrivo delle fabbriche non aveva neanche il cesso in casa. Credo che questo caso sia emblematico di una sinistra (e mi riferisco a Eligio Tombolillo) che nega la sua stessa ragion d’essere, e di un centrodestra che dimentica facile l’idea di libera intrapresa e di Stato minimo che è nel suo dna. Due vuoti di memoria imperdonabili, incredibili, assurdi, suicidi.
Faccio questo ragionamento per le biomasse di Pontinia, ma vale anche per la Sorgenia di Aprilia.
Senza lavoro, senza fabbriche, non c’è la dignità umana. Non c’è quella cosa che mi hanno insegnato i vecchi contadini delle mie parti: l’essere uomo.
Chi non lavoro, a chi è negato il lavoro, è negato l’essere uomini.
Oggi stiamo negando, per paure da ciarlatani, lavoro a centinaia di persone. Non è un errore politico, è un crimine.

Nessun commento:

Posta un commento