Francesco Furlan
Sono pronti al sit in permanente sotto l’Asl di Latina soci e operatori della Coorperativa La Valle di Gaeta. La coop denuncia infatti la situazione economica, ormai insostenibile, in cui versa la propria struttura di riabilitatazione psicomotoria e centro diurno che assiste ragazzi con disabilità pisichica, uno dei fiori all’occhiello della sanità del Lazio meridionale. «Stiamo rischiando di chiudere per colpa di una lettera» fanno sapere dalla cooperativa. «Una lettera - spiegano gli operatori della cooperativa - rischia di vanificare una storia trentennale di impegno a sostegno dei disabili dell’intero territorio sud-pontino. Nello specifico si tratta della richiesta di adeguamento del budget destinato dalla Regione Lazio alla struttura di Gaeta giacente da oltre un mese nei cassetti della Asl di Latina». Nel 2007 la Regione Lazio aveva infatti assegnato a tutte le strutture convenzionate un budget economico annuo definito sulla base dell’anno 2006 e applicato a partire dall’agosto 2007. Il Centro La Valle, però, ad agosto 2007 trattava a pieno regime 60 pazienti mentre il budget appena pubblicato era basato sul 2006 quando si trattavano solo 40 pazienti. I budget 2007 e 2008 non sono stati dunque sufficienti alla struttura che ha proseguito, nonostante tutto, ad assistere i pazienti. Con una comunicazione dello scorso 24 dicembre, avente ad oggetto la definizione dei budget per il 2009, comunque, la Regione ha previsto la possibilità di richiedere un opportuno adeguamento economico proprio per strutture che si trovavano nelle condizioni del Centro La Valle. La procedura per richiedere tale adeguamento prevedeva che fosse la Asl territorialmente competente a indicare alla Regione Lazio la situazione di ogni singola struttura, che sarebbe poi stata valutata dagli uffici regionali. La Cooperativa La Valle alla luce del nuovo Decreto, ha quindi inviato, il 13 gennaio, all’Asl di Latina la richiesta di adeguamento del budget 2009 chiedendo con urgenza un inoltro agli Uffici della Regione Lazio onde evitare il pericolo di chiusura della struttura. «Purtroppo – conclude la nota della Coop -, a distanza di un mese, la nostra istanza è ancora, inspiegabilmente, ferma negli uffici dell’Asl di Latina. Un silenzio sconcertante che lascia esterrefatti tutti noi dipendenti e soci della Cooperativa. Negli ultimi giorni sono seguiti diversi incontri, telefonate, sollecitazioni, ma a nulla sono valsi. Nessuno è in grado di darci spiegazioni, ne informazioni circa la questione». E’ maturata, quindi, una realtà ormai prossima al collasso e che rischia di trascinare, in tempi brevissimi, la cooperativa verso la chiusura. Una situazione – dicono – che non ha nulla a che vedere con il deficit delta Regione Lazio ma risulta essere uno spiacevole caso di ingiustizia sociale e civile, esasperata dall’eccessiva burocrazia ai danni di una realtà senza scopo di lucro che destina alla collettività tutte le sue energie». La Cooperativa, con tutti i soci e gli operatori volontari, si rivolge infine alla sensibilità della dottoressa Ilde Coiro, manager della Azienda Sanitaria, affinché si adoperi per superare l’attuale stallo. Nel frattempo la Cooperativa ha indetto, per lunedì una manifestazione di protesta a Latina sotto la sede della Asl in via Pier Luigi Nervi. La manifestazione si trasformerà, qualora le richieste della cooperativa non dovessero trovare positiva accoglienza, in sit-in permanente.
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