mercoledì 7 aprile 2010

Terracina, il tiro al bersaglio contro Nardi

Rita Alla
Ieri la dichiarazione di guerra del neo consigliere regionale Sciscione. Oggi la lettera aperta al neo consigliere di Città Partecipata. Che si dichiara favorevole alla volontà di cambiamento espressa, ma aggiunge che «la strada è in salita». In quanto «se non ci si vuole illudere di nuovo e se non si vogliono prendere in giro i cittadini, non basteranno semplici dichiarazioni d’intento e mere espressioni di buona volontà». Associazione che continua ritenendo «utili le richieste di dimissioni del Sindaco, ma riduttive e miopi se non si analizzano le cause del disastro amministrativo e non si individuano le corresponsabilità di chi lo ha sostenuto per anni, o meglio, di chi, al suo fianco, ha contribuito a produrre lo stato di degrado che è sotto gli occhi di tutti». Prima di tutto, «la questione delle questioni – per Città Partecipata - è l’enorme debito del Comune». Altrimenti «se non si pone mano con urgenza alle casse comunali, nulla sarà possibile nel futuro prossimo e che, prima delle dimissioni del Sindaco e della sua maggioranza, è necessario che il consiglio comunale dichiari il dissesto finanziario. Solo dopo tale atto, certificata l’enorme entità del debito e fatto un piano di rientro, sarà possibile ripartire». E per ripartire «ciò che importa – conclude l'Associazione rivolgendosi a Sciscione – è dimostrare di sapersi muovere con una mentalità nuova e diversa che voglia proporsi nello scenario della politica locale al di fuori degli schieramenti partitici che fino ad ora hanno prodotto solo degrado». In contro tendenza con il passato. Al di fuori degli schieramenti politici e dei partiti. Facce nuove. Al centro del confronto, del dibattito, la città. Un dialogo sulle cose da fare. Alla luce del sole. Faccia a faccia. Mentre in città continua la “faida interna” al Pdl, quel che si dice essere un partito. Una guerra tra bande sotto traccia. Al grido «Nardi dimettiti», partono tutti. Un ovvietà, il tiro al bersaglio quotidiano contro l'Amministrazione. Un gioco fine a se stesso. Che lascia spazio a delle domande. Ma fino ad ora “l'esercito dei buoni samaritani” pronto a tutto pur di liberare la città dove stava? Forse dall'altra parte, cioè in maggioranza ? E a fare che? A votare tutto e di più, immagino. In silenzio allora, a parlare per gli “innocenti” di oggi le delibere. Tutti “colpevoli” però, nessuno escluso. E a nulla serviranno i distinguo, le prese di distanza. Tabula rasa. A destra, come a sinistra. Chi ha la forza di giocare la partita, lo faccia. Ma a carte scoperte. 



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