Raffaele Vallefuoco
I sindacati fanno fronte comune sul nuovo delicatissimo assetto che si profila nella vertenza Sorriso sul Mare. Dopo mesi di azioni individuali su altri fronti occupazionali del sud pontino, oggi le organizzazioni sindacali si presentano unite nell'affrontare la ferita riapertasi nelle ultime settimane. Da giorni le bandiere di Cgil, Cisl, Uil e Ugl dominano il sit - in istallato dai lavoratori fuori dalla clinica che protestano contro i due licenziamenti effettuati dall'azienda. Per ora due gli ausiliari sbattuti fuori, per i quali, però, i sindacati chiedono l'immediato reintegro. Ma i margini si assottigliano sempre di più. In primo luogo perché in questa fase di passaggio di consegne alla Pisana è difficile trovare un interlocutore, anche se dallo staff della Polverini si sono aperti degli spiragli, quindi l'azienda continua a registrare gravi perdite. «Ma non ce la facciamo a sopportare ulteriori strappi» spiegano i sindacati i quali paventano altri due licenziamenti tra le centraliniste della clinica. In particolare Andrea Cogliandro, per la Cgil interpreta il sentimento dei colleghi. «La bufera licenziamenti che si era profilata mesi fa era stata placata da un piano sanitario interno che prevedeva l'assegnazione alla struttura di pazienti oncologici. Si era parlato di 15 posti letti da integrare nell'azienda e 45 utenti da seguire nella loro degenza direttamente a casa. Allo stato attuale, però, quell'accordo non ha corrispondenze». Probabilmente, protestano i lavoratori fuori dall'azienda che hanno proclamato un sit - in ad oltranza, «hanno approfittato del cambio di giunta regionale per licenziarci». Ma intanto i dipendenti chiedono un incontro al nuovo governatore per sanare definitivamente una situazione che danneggia tanto i pazienti quanto i familiari.
I sindacati fanno fronte comune sul nuovo delicatissimo assetto che si profila nella vertenza Sorriso sul Mare. Dopo mesi di azioni individuali su altri fronti occupazionali del sud pontino, oggi le organizzazioni sindacali si presentano unite nell'affrontare la ferita riapertasi nelle ultime settimane. Da giorni le bandiere di Cgil, Cisl, Uil e Ugl dominano il sit - in istallato dai lavoratori fuori dalla clinica che protestano contro i due licenziamenti effettuati dall'azienda. Per ora due gli ausiliari sbattuti fuori, per i quali, però, i sindacati chiedono l'immediato reintegro. Ma i margini si assottigliano sempre di più. In primo luogo perché in questa fase di passaggio di consegne alla Pisana è difficile trovare un interlocutore, anche se dallo staff della Polverini si sono aperti degli spiragli, quindi l'azienda continua a registrare gravi perdite. «Ma non ce la facciamo a sopportare ulteriori strappi» spiegano i sindacati i quali paventano altri due licenziamenti tra le centraliniste della clinica. In particolare Andrea Cogliandro, per la Cgil interpreta il sentimento dei colleghi. «La bufera licenziamenti che si era profilata mesi fa era stata placata da un piano sanitario interno che prevedeva l'assegnazione alla struttura di pazienti oncologici. Si era parlato di 15 posti letti da integrare nell'azienda e 45 utenti da seguire nella loro degenza direttamente a casa. Allo stato attuale, però, quell'accordo non ha corrispondenze». Probabilmente, protestano i lavoratori fuori dall'azienda che hanno proclamato un sit - in ad oltranza, «hanno approfittato del cambio di giunta regionale per licenziarci». Ma intanto i dipendenti chiedono un incontro al nuovo governatore per sanare definitivamente una situazione che danneggia tanto i pazienti quanto i familiari.
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