giovedì 10 settembre 2009

LATINA - Le verità sul commercio

Paolo Iannuccelli
Pacifici, state certi che Pacifico tornerà ad essere competitivo. Il supermercato di via Carrara, a Tor Tre Ponti sta accusando una significativa flessione degli utili ma potrà rivivere tempi d’oro se verrà attuato un serio ed ordinato piano commerciale a livello comunale. Adesso qualche politico pontino è intervenuto blandamente a favore della ditta Pacifico, ma dov’erano gli interpellanti quando si concedevano licenze commerciali a destra e manca senza alcun criterio? Roba da mettersi le mani nei capelli, bastare girare in centro città e vedere botteghe chiuse. Una volta erano fiorenti. Uno studio commissionato nel 1996 mise in evidenza che nel Comune di Latina era in attività lo stesso numero di supermercati della Regione Umbria. Sorbole, che botta. La statistica – diciamo noi – è al centro del mondo, ma non se ne tiene mai conto. Nel settore del commercio si naviga da sempre a vista, tutto è lecito e consentito. Bisogna capirle, studiarle, conoscerle, analizzarle certe cose, certi flussi. Il commercio è qualcosa di fondamentale nell’economia.  Nessun piano commerciale è mai stato attuato seriamente, a Latina e nelle zone limitrofe. Lo sanno tutti. Pacifico è in crisi, In Grande chiude, così come lo Spaccio Asi di Borgo San Michele. Da qualche anno, sia Confcommercio che Confesercenti non hanno peso, sono ininfluenti e taciturne. Associazioni di categoria che non hanno peso saliente sul territorio, non hanno contatto diretto con la realtà. Spesso si sente parlare sui giornali locali di queste sigle quando si deve distribuire qualche poltrona negli enti derivati dove, semmai, litigano per averne una in più. Quando Calvani, proprietario dell’Hotel Garden, si mise alla testa di un movimento contrario all’aumento della tariffa comunale sulle insegne luminose, il 100 per cento dei commercianti aderì alla protesta: un’ora di black out, senza luce esterna al negozio. Quando Raffaele Muzio, presidente di Confcommercio, nel 1985, riunì il suo popolo per opporsi all’apertura del supermercato Silos, in via del Lido, si presentarono in 500 all’appuntamento all’Hotel Europa, una città compatta, unita e preparata in materia di commercio, con operatori sensibili alle tematiche. Poi si è passati a totale deregulation, a supermercato selvaggio, all’apertura scriteriata. Prima tanti piccoli negozi – siamo agli anni cinquanta – poi mini-market, market, supermarket, ipermaket, un crescendo di punti vendita sicuramente superiore all’aumento degli abitanti. Questione di nomi, di licenze, di autorizzazioni, se sei grande il placet lo devi ottenere dalla Regione, se sei piccolo dal Comune ma la salsa è sempre la stessa, non puoi avere un futuro certo. Ti alzi la mattina e trovi un concorrente a dieci metri di distanza. La compravendita di licenze è sempre stato un mercato fiorente a Latina e provincia, sembrava uno scambio di figurine. Pacifico, ditta di qualità e di gente onesta che ogni pontino dovrebbe ringraziare, paga quarant’anni di caos nel settore del commercio comunale di Latina ed altri importanti comuni viciniori, mai pianificato a differenza di altre città italiane ed europee. Ci sono strade di Latina con la presenza di dieci negozi, in pochi metri, con merci dello stesso settore. Pianificazione? Neanche a parlarne. Adesso si lamentano tutti: piccoli, medi e grandi e non è solo colpa della crisi economica mondiale. per far fronte ai mutamenti sia del consumatore che della concorrenza. Un pensiero finale va a quei coraggiosi e romantici commercianti di generi alimentari che hanno aperte delle botteghe di alta specializzazione. La maggior parte cresce bene, la qualità paga. Piccolo è bello. Pacifico è bello. Gli estremi si toccano sempre.

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