martedì 10 febbraio 2009

Pontinia Le biomasse finiscono al Tar

Alessia Tomasini

La crisi economica pontina c’è e, a memoria, sembra esserci sempre stata. Dalle istituzioni ci si aspetterebbe un intervento immediato per non dire risolutivo. Negli Enti locali si cerca quel supporto, fatto di scelte, necessario a raggiungere lo sviluppo economico che in altre province e regioni d’Italia è un dato di fatto e che a Latina stenta anche ad essere pronunciato. Un caso simbolo potrebbe essere quello della centrale biomasse che dovrebbe vedere la luce nell’area industriale di Mazzocchio a Pontinia. Lo scettro di protagonista sul territorio torna ad essere conquistato dalle lungaggini burocratiche e dai rimandi ad organismi superiori. Dopo aver acquisito tutti i pareri favorevoli degli enti preposti al controllo con la sola eccezione del sindaco di Pontinia, Eligio Tombolillo, che ha espresso dissenso in pieno contrasto con il parere favorevole della Asl, la Provincia di Latina ha rimandato alla Conferenza permanente Stato-Regioni la decisione sul rilascio dell’autorizzazione per la costruzione della centrale termoelettrica da 20 MegaWatt. «Stupisce la scarsa sensibilità delle istituzioni rispetto alle urgenze occupazionali di questo territorio che rischia di perdere un progetto ad alta valenza ambientale con ricadute economiche consistenti. Ciò nonostante – spiega Fabio Ferretti, amministratore della Pontinia Rinnovabili - siamo certi che in sede di Conferenza sarà molto più semplice dimostrare la validità dell’iniziativa potendoci confrontare tecnicamente con un commissione tesa ad una valutazione oggettiva e non politica del progetto stesso». Una situazione che pone un ulteriore macigno sulla possibilità di accedere al finanziamento statale di oltre 8 milioni di euro per accedere al quale il ministero delle attività produttive ha chiesto, entro la prima settimana di aprile, di inviare tutte le autorizzazioni o la certificazione di avvenuta apertura dei cantieri. «Le previsioni parlano di ulteriori mesi prima che la Conferenza Stato-Regioni possa esprimere il proprio parere in merito – spiega Fabio Ferretti – così a tutela del nostro investimento e forti della convinzione che questo ulteriore ritardo sia frutto di un errore di interpretazione della normativa, la società ha già dato avvio alle procedure di ricorso al Tar contro la decisione della Provincia e il parere del sindaco, corredandola fra l’altro di una richiesta danni multimilionaria». Quello che si registra sul territorio è l’incapacità di superare i limiti di una politica muscolare per creare un clima nuovo, fatto di tecnologia e sviluppo. E’ evidente che la crisi vera che si deve affrontare è quella dell’economia. Un terreno su cui si dovrebbe cercare di ricostruire il senso di responsabilità che anche le forze politiche sembrano aver perso da tempo a causa della paura di scegliere e di assumersene le responsabilità come presuppone il mandato stesso degli elettori. «Come società rivendicheremo e difenderemo le nostre ragioni con ogni possibile mezzo, nella convinzione che il rispetto delle norme e delle regole, oltre al buon senso, prevarrà e che anche le amministrazioni locali dovranno prima o poi rendersi conto che – conclude Fabio Ferretti – lo sviluppo della civiltà moderna e del pianeta deve essere da loro salvaguardato e supportato e non immotivatamente ostacolato, dissipando energie e denaro pubblico in una fantasiosa caccia alle streghe».

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