Teresa Faticoni
Nessun insetto nella minestra, ma quelle piccole pecette nere sono «i residui della macinatura dei legumi». La Sodexo, la ditta che gestisce le mense nelle scuole di Latina in regime di proroga con un appalto che sarà rinnovato tra dieci giorni (che tempismo!), smentisce categoricamente in una nota il ritrovamento di animaletti nei pasti serviti nelle scuole Giovanni Paolo e Borgo Isonzo. Venerdì, come precisa la società di ristorazione, la pietanza “incriminata” è stata preparata per 3.000 bambini che hanno mangiato la minestra di fagioli in 60 plessi e solo in tre di questi (in cui in totale si consumano 110 pasti) ci sono stati i ritrovamenti. Una specie di mistero, dunque. Perché tutte le minestre non erano “contaminate”? La Sodexo, chiamata in causa dal tam tam mediatico specifica che i fagioli, per essere più appetibili ai bambini, sono stati passati dopo la cottura. Evidentemente deve essere rimasto qualche residuo. Tutte le fasi, dal ricevimento della merce alla distribuzione, sono controllate da un rigido protocollo secondo il quale «qualora si fosse verificata un’anomalia sarebbe immediatamente scattata la procedura di allarme che avrebbe comportato l’eliminazione del prodotto dal ciclo di produzione e distribuzione». Si infittisce, dunque, un mistero che si sta trasformando in un giallo. La Sodexo, comunque, precisa che è in grado di fornire un campione dei pasti distribuiti a Latina che sarà messo a disposizione delle autorità competenti per la verifica. Scatteranno da domani mattina i controlli della Asl e dei Nas. Intanto in città la polemica monta. Mauro Visari, consigliere comunale del Pd e paladino del comitato delle mamme nato in occasione delle battaglia contro il caro mense, ha diffuso ieri pomeriggio un comunicato congiunto con il coordinatore comunale del partito Giorgio De Marchis sottolineando come la vicenda debba uscire dall’ambito del rapporto tra l’assessore Bruno Creo e la Sodexo. «Il consiglio comunale deve sapere – dice Visari - e proprio a questo proposito ho telefonato al presidente Calandrini per annunciargli che lunedì formalizzeremo la richiesta di inserire in via d'urgenza, nel consiglio convocato per mercoledì, che l'assessore presenti una relazione dettagliata sull'accaduto. Non ci fidiamo più né di Creo, che non ha vigilato, né della Sodexo che porta una grave responsabilità sulle spalle». «L'incidente accaduto nella cucina di Sezze Scalo della Sodexo – ha precisato Sergio Andreatta, il dirigente scolastico dei plessi dove si sono verificati i misteriosi ritrovamenti - non il primo della serie in verità, e che ha sparso i suoi effetti, come un aperto vaso di Pandora su tutte le mense scolastiche servite del capoluogo, è stato rilevato al termine della catena grazie alla presenza di insegnanti di scuola dell'infanzia del IV circolo didattico (che ringrazio) sempre super attente». Sull’episodio anche Rifondazione comunista di Latina che chiede l’intervento della magistratura. Una vicenda ripugnante, e non solo nel merito, ma anche nel metodo. Perché sono coinvolti bambini, che andrebbero tutelati sempre e comunque. Dello scottante caso se ne parlerà domani mattina in Comune dove l’assessore Creo ha convocato la società per le verifiche del caso. Ma solo quando saranno stati effettuati gli esami di laboratorio, sarà il momento dell’assunzione di responsabilità. E potrebbero esserci sorprese.
sabato 7 febbraio 2009
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